Il lusso di fare politica?

Condivido con voi il post che ho scritto sul portale di FinalmenteSud nell’area di discussione lanciata da Annamaria Parente sul finanziamento pubblico dei partiti.

Credo che sia imprescindibile una forma di finanziamento pubblico per i Partiti, se non vogliamo che ad occuparsi della Cosa Pubblica sia solo l’élite dei possidenti. Rinunciare a una forma di finanziamento pubblico significherebbe fare un passo indietro, e tornare all’Ottocento, quando solo i Signori si occupavano di politica. Tuttavia il problema sui costi della politica c’è. E mentre agli Italiani vengono chiesti sacrifici enormi, campeggiano sulle prime pagine dei giornali titoloni sugli scandali di Lusi, Rutelli da una parte e Belsito e the Family dall’altra. Ottimo materiale per una soap opera ma anche per scatenare scintille rivoluzionarie. La rabbia è molta, il rischio di una deriva è molto vicino, e i recenti sondaggi non rassicurano.

La risposta però al populismo non può e non deve essere populista. Non può essere: rinunciamo all’ultima trance. Ma facciamo una legge seria sul finanziamento ai partiti.

Ho 22 anni, studio ma non lavoro. E posso dirVi che in questo momento fare politica è già un lusso. E faccio solo qualche esempio che deriva dalla mia esperienza personale.

Mi occupo di politica universitaria e se per esempio si organizza un’iniziativa e c’è da stampare i volantini e le locandine a pagare siamo noi ragazzi.

E poi magari entro al Partito e trovo migliaia di volantini a colori, grafica da paura che vengono da Roma, accatastati in una stanza. Questo è uno spreco bello e buono e uno schiaffo a chi è costretto a d autofinanziarsi e ogni volta che chiede un soldo al partito la risposta è una e una sola “Non ci sono soldi”. La cosa tragica è che è così, le casse sono veramente vuote quando va bene, indebitate nella stragrande maggioranza dei casi.

O ancora: sabato mi sono recata a Palermo per la riunione di coordinamento per FinalmenteSud. Andare a Palermo ha un suo costo, e i denari spesi per fare il rifornimento dell’auto sono ancora della nostra saccoccia.

E allora, magari io e altri come me, seppure non navighiamo nell’oro questa spesa la possiamo anche fare, ma chi non ha soldi neanche per campare è già a priori tagliato fuori dalla possibilità di fare politica.

Perché fare politica è un lusso che ha i suoi costi. Quindi se ha una legge sui partiti deve essere fatta si preveda il decentramento del finanziamento.

L’autonomia passa sempre per l’indipendenza economica. Il quadro politico aberrante che viviamo è questo. E le scelte ad oggi sono due: o rinunciare all’indipendenza e diventare “comitato elettorale” del SignorottodiTurno disposto a finanziarti. Oppure diversamente farà politica chi ha proprie risorse economiche sufficienti, che lo rendono “indipendente” dal finanziamento del SignorottodiTurno.

Per quanto riguarda il Pd, inoltre, penso che sia fondamentale puntare sul rispetto delle regole che ci siamo dati. Se è previsto che chi ricopra degli incarichi istituzionali versi una percentuale dei propri “guadagni” al Partito, questa regola deve essere applicata.

È necessario smontare pezzo dopo pezzo l’idea che dalla Politica o dal Partito si possa guadagnare denaro. Questa idea a mio parere deve guidare la nuova legge sui finanziamenti.

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